La pesca nelle nostre acque, dalla tradizione alle scelte attuali

La popolazione della nostra valle e’ consapevole dei cosiddetti “usi civici” che nel tempo sono stati tramandati in favore dei “Vicini” appartenenti al territorio della Magnifica Comunità’ di Fiemme. Per lo più, quando si prendono in considerazione tali diritti, balza alla mente la gestione del bosco e quindi il famoso “diritto di legnatico”, che proprio in virtù di tale gestione del bene comune consentiva una suddivisione dei proventi che fino a qualche tempo addietro venivano commisurati in legna da ardere per il fabbisogno del “capo fuoco” e della “di lui famiglia“. Ma questa, e la fine che mestamente ha avuto tale diritto, e’ un’altra storia.

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Se tutti conoscono l’uso civico del bosco, riconosciuto ancora oggi alla Magnifica Comunità di Fiemme, forse non tutti sono a conoscenza che lo stesso diritto di “uso civico” e’ esteso anche alle acque che lo stesso territorio (più o meno) percorrono. …….anno 1613, …..dal libro delle antiche osservanze e consuetudini di Fiemme che si osservano per Comun… cap. 76. del cazzare, uccellare et pescare. “…….. e’stato osservato e si osserva per vigor delle antiche consuetudini, ragioni, privilegi immunità ed osservanze della Magnifica Comunità di Fiemme, che cadaun vicino abitante nella Valle di Fiemme, può a suo beneplacito cazzare, uccellare et pescare …….” (*) (*) Il passaggio e’ stato estratto da un interessante articolo a firma di Tarcisio Corradini, apparso sulla pubblicazione di aprile 2014 della Magnifica Comunità di Fiemme, dove si parla in maniera più approfondita dell’origine dei diritti in ordine alla caccia ed alla pesca in valle. Tralasciando le vari fasi storiche (dovremmo scomodare qualche Principe Vescovo) e le dinamiche che hanno portato all’istituzione ed al mantenimento di tale diritto (da alcuni ritenuto anacronistico), basti sapere che ancora oggi, la Provincia autonoma di Trento, lo riconosce ai cittadini (Vicini) della Valle e quindi demanda la gestione della pesca direttamente alla Magnifica Comunità di Fiemme. Lo stesso Organo, a sua volta, ha sempre rilasciato le concessioni alle varie Associazioni di pescatori che sostanzialmente, erano nate nei vari ambiti e facevano capo ai territori comunali affacciati sull’Avisio (associazioni di Moena, Predazzo, Ziano di Fiemme, Panchia’, Tesero, Cavalese e Castello Molina). Nel tempo, le varie singole realtà hanno, sempre in ragione delle opportune normative provinciali, direttamente gestito in maniera autonoma le acque in loro concessione. Come spesso capita nelle nostre realtà, tutte le attività connesse alla vita sociale della valle, hanno modo di esistere solamente per l’impegno costante offerto dalla gente in maniera volontaria e la stessa cosa vale per la gestione della pesca dilettantistica che non permette alle associazioni una produzione di “utili”. Sicuramente, e la cosa e’ riconosciuta anche a livello nazionale, le nostre acque sono ancora oggi tra quelle che offrono (malgrado tutto), una pesca di alta qualità, sia per quanto riguarda lo stato dei corsi d’acqua che per quanto riguarda la popolazione ittica. Certo, non siamo esenti nemmeno noi da attuali difficolta’ anche di carattere ambientale (vedi lo svaso del bacino di Pezze’ che riversa con cadenza regolare tonnellate di fanghi in alveo), ma senza dubbio abbiamo mantenuto nel tempo uno standard qualitativo decisamente alto, anche rapportato con altre realtà che ci circondano. L’impegno delle varie società e’sempre stato finalizzato alla salvaguardia del patrimonio naturale e parallelamente a permettere la soddisfazione da un punto di vista dell’esercizio della pesca ai soci locali e sempre più anche agli ospiti. Per quanto riguarda però questa frammentazione della gestione delle acque da pesca in Valle, che da una parte sono sempre state “coltivate” e curate in maniera encomiabile proprio dai diretti principali fruitori in maniera “gelosamente campanilistica”, d’altra parte era evidente che avere così numerose società in un territorio limitato stava ponendo dei limiti. Mi riferisco ad una gestione coordinata ed univoca che dovrebbe essere necessariamente presa in considerazione almeno su tutta l’asta dell’Avisio visto che, come si suol dire, le trote non leggono le tabelle di confine. Oltre a questo, appariva anche evidente che ormai i pescatori, sia locali che turisti o comunque provenienti da fuori Valle, potevano avere solamente dei vantaggi qualora, con la stessa spesa e con un unico permesso, potevano esercitare la loro passione su un territorio molto più ampio e con a disposizione realtà naturali molto più variegate. Proprio per queste ragioni ed anche per cercare di razionalizzare le energie le disponibilità a loro disposizione, tra le società di Predazzo, Ziano, Panchia’ e Tesero, si era instaurata, negli ultimi anni una collaborazione allo scopo di accertare, con le dovute cautele, che cosa avrebbe comportato unificare gli intenti in previsione di una eventuale “fusione delle società”. La fase di sperimentazione, durante la quale ogni singola società aveva assoluta autonomia e costituzione, durava quattro anni ed in questo periodo veniva semplicemente permesso a tutti i soci e quindi anche agli ospiti di poter svolgere la pesca sulle acque gestite da tutte e quattro le associazioni. A tal proposito era stato prodotto un unico libretto uscite ed allo stesso modo creato un solo permesso per gli ospiti. Dopo le prime verifiche statistiche e gli ancor più importanti e incoraggianti giudizi raccolti dai diretti fruitori, si giungeva alla conferma che l’unificazione delle società sarebbe stata la naturale ed evidente conseguenza. Infatti, l’anno scorso, terminata la sperimentazione, è avvenuta la formale unificazione delle quattro società di Predazzo, Ziano, Panchia’ e Tesero sotto il nome di “associazione pescatori dilettanti Valle di Fiemme”. La società adesso e’ la più rappresentativa della Valle in ordine a numero di soci e disponibilità di bacini, laghi e corsi d’acqua e gestisce in maniera diretta l’impianto ittiogenico di Predazzo da dove proviene tutto il materiale ittico (trote Fario e Marmorate), con il quale vengono “coltivate” le acque pregiate di competenza. Preme però fare presente che, proprio per mantenere le origini e la diretta gestione del “sistema” in ambito “paesano”, il direttivo della nuova società e’ composto dai delegati eletti dalle assemblee delle 4 sezioni di ambito comunale. La speranza, almeno da un punto di vista personale, e’ che anche le altre tre associazioni della Valle vogliano un giorno unificare gli intenti e dare vita ad una unica grande realtà.   Nicola Zanon delegato per Ziano di Fiemme vice presidente ass.ne pescatori Val di Fiemme.

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